Le 26 cose da ricordarsi prima di sviluppare un sito web

Niente come una comunicazione intelligente della propria immagine può fidelizzare i clienti “vecchi” e crearne di “nuovi”.
Niente come la realizzazione efficace di un sito web adatto alle proprie esigenze può veicolare la propria immagine in rete.
Il valore di una comunicazione efficace passa per una progettazione degna di questo nome.

Quali sono i punti salienti della progettazione di un sito web?
Che cosa c’è sotto la realizzazione di un sito web finito, di una comunicazione efficace della propria immagine?

  1. DOMINIO – in pubblicità si parla di “NAMING”, quella pratica che fa della scelta di nomi semplici, efficaci e accattivanti la sua dottrina. Nomi che possano essere ricordati e seguiti con attenzione.
  2. HOSTING – un hosting, dall’inglese to host (ospitare), è un servizio di Rete che consiste nell’allocare su un server web le pagine web di un sito web, rendendolo così accessibile dalla rete Internet e ai suoi utenti. Scegliere un buon host significa essere consapevoli della percentuale di affidabilità adeguata  e di risorse di spazio necessarie.
  3. TECH – significa la tecnologia di scrittura del codice, con il quale il sito è concretamente scritto.
  4. SCOPO – quando si comunica bisogna avere un obiettivo: commerciale, relazionale, sociale, culturale. La domanda da farsi è allora “che cosa voglio comunicare di preciso?”.
  5. MAPPA DEL SITO – la “site map” del sito è  semplicemente una pagina Web che elenca gerarchicamente tutte le pagine di un sito. Nata per facilitare la navigazione dell’utente, ha poi avuto una notevole importanza nell’attività di scansione da parte dei motori di ricerca.
  6. LAYOUT & COLORE – Vedere qui e qui.
  7. CONTENUTO – La comunicazione ha valore solo quando ha un reale impatto informativo. Nel marketing si parla di “content mkt” per indicare quella pratica che prevede la creazione e condivisione di media e contenuti editoriali di qualità, al fine di acquisire clienti e monetizzare un sito web, creare interesse in un determinato prodotto o servizio,  intrattenere il pubblico e attirare l’attenzione dell’utente finale.
  8. LETTORI – che tipologie di persone usufruiscono delle nostre informazioni, dei nostri contenuti? Saperlo significa capire il nostro target e dargli quello che vuole.
  9. PUBBLICITÀ‘ – da progettare e centellinare con cura, anche da un punto di vista grafico. Da non far pervenire se non è necessario.
  10. MESSAGGI POP UP – quei fastidiosi messaggi che compaiono automaticamente quando si naviga in rete. Andavano di moda molti anni fa e ora sono appannaggio di siti poco raccomandabili. Esistono forme molto più intelligenti ed efficaci di pubblicità, come per esempio il “Native Advertising“.
  11. DESIGN ACCATTIVANTE – Un ottimo design del proprio sito permette di migliorare in poco tempo le propria visibilità on line. Da preferire, come sempre, la semplicità e l’efficienza.
  12. PULSANTI – si usano per le cosiddette “call to action“, inviti a compiere un’azione. Nel Web design sono elementi ben distinguibili, che sollecitano il navigatore a compiere un’azione. Di enorme importanza, sono quelle che costruiscono e mantengono le relazioni nel web (vedi pulsanti richiesta amicizia su Fb, oppure le iscrizioni alle mailing list).
  13. SFONDO – Deve essere pulito, neutro, colorato. Non deve disturbare la navigazione né la leggibilità dei testi e delle immagini.
  14. IMMAGINI – La scelta delle immagini è fondamentale. Questo si nota soprattutto negli e-commerce o nei siti portfolio. Le immagini dicono molte cose, senza la necessità di esplicare nulla (vedere le infografiche). Da selezionare e postare attentamente. Sono il veicolo più potente e immediato per un sito web.
  15. NAVIGAZIONE – Google insegna: le persone vogliono servizi per lo più istantanei, pertinenti e soprattutto facili da raggiungere. Un sito web deve essere facile da navigare, seguendo uno schema preciso, senza intoppi, interruzioni, perdite di tempo. Come un sogno, o se volete, un film.
  16. UNICO – Il web è per lo più una grande accozzaglia di informazioni e di contenuti che si assomigliano:come accade nel mercato, occorre posizionarsi e distinguersi. Comunicare la propria attività in maniera non convenzionale, aperta, limpida significa al giorno d’oggi pensare in grande, trasmettere il proprio entusiasmo nel proprio lavoro.
  17. AGGIORNATO – Aggiornare il proprio sito web, così come la propria pagina fb,  con regolarità è fondamentale. Non aggiornare significa da un lato rinunciare a comunicare, e dall’altro comunicare distrazione e disinteresse.
  18. OTTIMIZZATO – Un buon rapporto con i motori di ricerca è fondamentale per essere presenti in rete.
  19. CROSS BROWSER – Significa rendere il sito visibile correttamente dai diversi tipi di browser.
  20. RISOLUZIONE – Ciò che oggi è importante fare è garantire un design responsivo, o responsive web design (RWD), che indica una tecnica di realizzazione in grado di adattare graficamente i siti in modo automatico al dispositivo coi quali vengono visualizzati (computer con diverse risoluzioni, tablet, smartphone, cellulari, web tv), riducendo al minimo la necessità per l’utente di ridimensionamento e scorrimento dei contenuti.
  21. SOCIAL MEDIA – Integrare il proprio sito con i canali social: una buona strategia di “social marketing” non implica di per sé nuovi consumatori, ma nuove relazioni, nuovi approcci e nuove possibilità di comunicare la propria immagine. Un settore in continuo aumento per via del settore “mobile”.
  22. CARATTERE – Scegli ancora una volta la semplicità e la precisione: un font facile da leggere, da reperire, da utilizzare.
  23. REGISTRAZIONE – Se vuoi che gli utenti vogliano interagire con il tuo sito, cerca di dare delle “ricompense”, qualcosa che dia loro la certezza di essere importanti e, a loro modo, unici.
  24. MONITORAGGIO & ANALISI – Esistono diversi sistemi, molto spesso gratuiti, per visualizzare le statistiche del tuo sito. Questi non garantiscono soltanto un monitoraggio pressoché istantaneo delle tipologie di target che cercano i tuoi contenuti in rete, ma anche la maniere e modalità con cui lo fanno.
  25. SICUREZZAGarantisci la sicurezza dei tuoi utenti, soprattutto per quanto riguarda dati personali, privacy, ed eventuali modalità di pagamento.
  26. FOOTER – Non certo la parte più importante del sito ma la sua completezza e interazione con gli altri elementi del sito potrebbe fare la differenza.

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FONTE: Pixaal.com per l’infografica in inglese e a Daniele Congiu per il contributo alla traduzione in italiano.

Intelligenza Emotiva: la competenza essenziale per i nuovi business

Che cosa si intende quando si parla di “Emotional Intelligence”?

Il concetto è stato sviluppato a partire dal 1920 dallo psicologo Usa Edward Lee Thorndike (1874 – 1949).
I suoi numerosi esperimenti condotti nelle scuole americane contribuirono a diffondere le conoscenze della psicologia comportamentale nell’ambiente pedagogico e gli permisero l’elaborazione delle sue teorie nonché la costruzione di test e di profitto scolastico.

Nel 1940 David Wechsler, un altro psicologo americano, suggerì che altri fattori rispetto al semplice QI erano coinvolti nel cosiddetto “comportamento intelligente”.

Nel 1954 Abraham Harold Maslow (Brooklyn, 1º aprile 1908 – California, 8 giugno 1970), esponente di spicco della “Psicologia Umanistica” e noto per aver elaborato la famosa “Piramide dei bisogni umani”, pubblicò “Motivazione e personalità“, dove esponeva la teoria di una gerarchia di motivazioni che si muove dalle più basse (bisogni primari – fisiologici) alle più alte (realizzazione del proprio potenziale umano – auto-realizzazione).

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Le teorie di Maslow permettono di porsi in una condizione di autocritica, analizzando la personale capacità di soddisfare i propri bisogni e, in base a questi, di saper comprendere quelli che sono le necessità dell’altro.

 

Nel 1983 Howard Gardner, professore presso la Harvard University, identificò almeno dieci tipologie differenziate di “intelligenza”, ognuna deputata a differenti settori dell’attività umana (logica, spaziale, musica, cinestetica, interpersonale, intrapersonale, naturalistica, etica, filosofico esistenziale).

Nel 1985 si introdusse per la prima volta il termine “Emotional Intelligence” attribuito allo psicologo usa Wayne Payne nella sua tesi “A Study of Emotion: Developing Emotional Intelligence”.

Nel 1990 l’intelligenza emotiva venne trattata dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel loro articolo “Emotional Intelligence”. Definironol’intelligenza emotiva come:

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“La capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie e altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”.

 

Infine nel 1995 lo psicologo e articolista scientifico Daniel Goleman pubblicò il suo libro “Emotional Intelligence: why it canmatter more than IQ”, scritto grazie al lavoro di Salovey e Mayer.

La competenza emotiva è “l’insieme di abilità pratiche (skills) necessarie per l’autoefficacia (self-efficacy) dell’individuo nelle transazioni sociali che suscitano emozioni (emotion-eliciting social transactions)“.

Ma quali sono le differenze tra EQ (Emotional Quotent \ quoziente emotivo) e IQ (Intelligence Quotent \ quoziente intellettivo)?

  • Il primo permette di misurare quanto e come una persona riconosce le emozioni in se stesso e negli altri; la sua eventuale abilità nel gestirle per lavorare meglio in un gruppo di lavoro. Il secondo è la valutazione dell’abilità di una persona nell’imparare, capire e applicare le informazioni.
  • Il primo comprende le emozioni, il secondo comprende le informazioni.
  • Un alto EQ denota una persona consapevole di se stessa e delle sue competenze, in grado di comprendere quelle degli altri ed eventualmente valorizzarle. Un alto IQ invece è la capacità di comprendere informazioni e fare proprie delle connessioni tra idee e concetti.
  • Le persone con un alto EQ possono riconoscere e controllare le proprie emozioni e conoscere gli stati d’animo di coloro che stanno loro accanto, cercando di modificarne assertivamente i comportamenti. Le persone con un alto IQ sono più individuali e sembrano essere limitate nelle attitudini sociali e nella cognizione delle emozioni altrui.

 

SVILUPPARE COMPETENZE EMOTIVE SIGNIFICA FAVORIRE SCAMBI COMUNICATIVI, CAPACITÀ DI PROBLEM-SOLVING E STIMOLARE IL PENSIERO COSTRUTTIVO.

 

PERCHE’ E’ IMPORTANTE
L’intelligenza emotiva può essere di grande aiuto nel lavoro come nella vita. Non è certamente un sostituto dell’intelligenza tradizionale, non rimpiazza le competenze tecniche specifiche, ma può fornire un insieme di abilità che, apprese, ci supportano nella comprensione e gestione delle emozioni. Se coscienti delle proprie emozioni e integrandole con la nostra parte razionale, possiamo aumentere la conoscenza di noi stessi, le nostre capacità relazionali e il nostro ambiente lavorativo (in termini di motivazione, collaborazione, leadership, coinvolgimento, flessibilità e fiducia delle persone) che in qualche caso può aumentare la customer satisfaction fino al 47% e la produttività fino al 27,8% ( stat. Sole 24 Ore 21/02/05).


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Native Advertising, un nuovo modo di intendere il Web Marketing

Una nuova strategia commerciale on line sta rivoluzionando il Web Marketing negli Usa e le conseguenze arriveranno presto da noi. Il trend è ormai generale ed è stato lanciato originariamente da Buzzfeed. Oggi viene adottato da grandi corporation editoriali come ilNew York Times e “The Guardian”.

Parliamo del “Native Advertising”, ovvero una nuova forma di pubblicità basata sui cosiddetti “contenuti sponsorizzati”. La massima è semplice: non più una pubblicità diretta al consumatore (banner), ma una comunicazione organica e legata ai contenuti cercati dagli stessi utenti, che creino nuove ed elevate forme di interazione e coinvolgano il consumatore, legandolo sempre di più al brand che riesce a conquistare la sua fiducia, attraverso qualità come trasparenza, personalizzazione, pertinenza e multimedialità.

Con il Native Advertising si cerca di creare uno spazio dove raccontare e condividere la propria storia, trasmettendo in una maniera innovativa i propri valori e la propria “mission”, attraverso contenuti editoriali a pagamento, realizzati secondo tecniche di “storytelling”.

Un piccolo riassunto su quelli che sono i punti fondamentali per realizzare una strategia di native advertising efficace.

  1. Il contenuto non deve essere intrusivo, né imposto. L’utente deve essere portato a decidere di suo pugno le storie che vuole conoscere oppure no. Il banner, nella sua eccezione passata, ha ormai un’efficacia relativa nella conversione dell’utente.
  2. Il contenuto deve essere contestuale alla ricerca svolta dall’utente, ai suoi gusti personali e specifici.
  3. Il contenuto deve essere trasparente, privo di oscurità, ambiguità, con un messaggio semplice, pratico e funzionale.
  4. Il contenuto deve essere condivisibile, trasmissibile. Una buona strategia di Social Marketing può aiutare molto in questa fase.

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E-Commerce Experience: il web design che fa crescere i tuoi affari

Sempre più aziende si rivolgono al web 2.0 per ampliare i propri contatti e le proprie vendite. Lo shopping on-line rivela statistiche di crescita poderose e in generale si può affermare che è uno degli aspetti più importanti ed effettivi della rivoluzione digitale per il presente e il futuro.
In una recente indagine dell’Osservatorio B2c del Politecnico di Milano, nel nostro Paese il volume di affari che ha coinvolto gli e-commerce è stato stimato in 10 miliardi di euro, mentre l’aumento del numero delle transazioni on line è stato quantificato in due milioni (da 12 a 14). La metà esatta degli utenti online ha svolto un acquisto in rete.
I settori di maggiore espansione sono:

  • Le assicurazioni.
  • Il turismo.
  • L’informatica.
  • L’elettronica (in questo caso la crescita del settore mobile è del 160%).
  • L’abbigliamento.
  • I beni alimentari.
  • L’editoria (digitale e non).

L’Europa si conferma come il primo mercato mondiale per il commercio on line (305 miliardi di euro), seguita dagli Usa (280 miliardi di euro) e poi dall’Asia (216 miliardi di euro).
Sviluppando apposite strategie di web marketing, l’e-commerce diventa una risorsa preziosa per le aziende in crisi e in cerca di nuova clientela, magari estera, per ampliare il proprio target di vendita. I vantaggi per chi acquista si possono elencare con:

  • Comodità del processo di selezione, di acquisto, di garanzia; anche attraverso un’ottima social media strategy.
  • Comparazione di prezzi, offerte, pacchetti e promozioni, dando sempre più priorità al processo di selezione, piuttosto che a quello di acquisto vero e proprio, poiché è attraverso il primo che ci si assicura il successo del secondo.

Ovvio che ci siano ancora delle perplessità legate ai metodi di pagamento on line e all’efficienza logistica. La tecnologia però migliora se stessa continuamente: sono nati dei consorzi on line (Netcomm) che garantiscono un’ottima sicurezza informatica e trasparenza su alcuni dei maggiori shopping-on line.
Particolare è anche l’uso della rete per quanto riguarda i consumatori italiani. A differenza di ciò che accade in Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna, dove il cliente acquista a prescindere dal luogo in cui abita, tre quarti dei clienti italiani risultano particolarmente attivi nel recuperare informazioni on line per poi finalizzare l’acquisto nel punto vendita più vicino. E’ utile quindi approntare un web marketing finalizzato alle ricerche “local”, per poter così stabilire un rapporto diretto con il cliente, generando un rapporto on-line e proseguendolo, nella fase finale di acquisto, off-line.
Per iniziare e in seguito consolidare questo rapporto è importante tenere conto del concetto di “user experience”, l’esperienza dell’utente. Abbiamo già detto dell’importanza di fornire tutte le informazioni che l’utente richiede nel processo di selezione del bene \ servizio che intende acquistare.
La buona riuscita di un e-commerce si ottiene proprio da:

  • Una buona presentazione; un’ Home Page chiara, gradevole, schematica, attraente, completa, efficace, è l’ingrediente fondamentale di una buona prima impressione anche on-line. Un po’ come nella vita reale.
  • Un’efficace trasmissione della fiducia riguardo piattaforma, prodotti, assistenza e garanzia in caso di problemi.
  • Una chiara navigabilità, a base intuitiva, curando le descrizioni dei prodotti e le comparazioni tra gli stessi: due terzi dei visitatori hanno già chiaro cosa vogliono acquistare, mentre il rimanente cerca delle promozioni.

 Ecco gli elementi più importanti di cui occuparsi:

  • Visione – Utilizzare immagini grandi e significative sia perché l’esperienza visiva è quella che l’utente cerca di più per convincersi dell’acquisto, sia per trasmettere i dettagli del prodotto.
  • Precisione – Schede informative con le specifiche tecniche.
  • Feedback degli altri utenti – l’utente fatica a fidarsi della comunicazione aziendale. Presta invece ascolto a chi è dal suo stesso lato della barricata.
  • Promozione – attraverso sconti, offerte speciali, dedicate, coupon.
  • Sicurezza – sull’azienda, il suo stato di salute, la sua esperienza, le modalità di pagamento, i metodi e i tempi di consegna, l’assistenza clienti.

Dati statistici confermano che migliore è l’esperienza dell’utente, migliore risulta anche essere la portata e l’efficienza dell’e-commerce, influenzando positivamente la probabilità d’acquisto.

Gli elementi strategici del web: la gerarchia visiva (il layout a F)

Nella progettazione e realizzazione di un sito web abbiamo visto come l’impianto di un layout specifico può mutare l’atteggiamento degli utenti.  Abbiamo appena scritto del layout a Z, ora focalizziamoci su quello a F.
II layout a F si basa su analisi e ricerche condotte sul comportamento dell’utenza ed è particolarmente indicato per pagine web essenzialmente testuali, quindi blog e descrizioni dei prodotti e-commerce.
Il primo a parlarne è stato nel 2006 Jacob Nielsen che dopo l’analisi del tracciamento degli occhi degli utenti su tre diverse pagine web nell’articolo “F-Shaped Pattern For Reading Web Content” afferma che  vi sono tre fasi del movimento dell’occhio:

1)Gli utenti prima leggono in senso orizzontale da sinistra verso destra, di solito attraverso la parte superiore della pagina. Questo elemento iniziale costituisce la barra superiore della F.

2)Successivamente, gli utenti si spostano un po’ in basso nella pagina e leggono in un secondo movimento orizzontale che copre tipicamente una zona più breve rispetto al movimento precedente. Questo ulteriore elemento costituisce la barra inferiore della F.

3)Infine, gli utenti continuano la scansione sul lato sinistro della pagina in un movimento verticale. A volte si tratta di una scansione abbastanza lenta e sistematica che appare come un striscia spessa nel rilevamento. Altre volte gli utenti si muovono più velocemente, creando un mappa a punti. Quest’ultimo elemento costituisce la parte finale della F.

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Da queste informazioni possiamo definire la gerarchia visiva del nostro layout in questo modo:

  • Nella prima riga della F saranno posizionati il logo e tutti gli elementi che avranno il compito di orientare il visitatore, quindi navigazione, barra di ricerca, pannello di accesso ed i social se il nostro sito intende puntare sul social media.
  • Nella seconda riga sarà posizionato una frase che descrive il nostro prodotto/servizio o una call to action
  • La parte inferiore verrà divisa in due colonne: quella principale sulla sinistra dove sarà focalizzata l’attenzione dell’utente, che ospiterà il contenuto più importante, e una sidebar sulla destra che ospiterà le informazioni accessorie.
  • È inoltre importante organizzare gerarchicamente il contenuto all’interno della colonna principale, dividendo il testo in paragrafi ed utilizzando immagini e titoli “accattivanti” per catturare l’attenzione del navigatore.

Gli elementi strategici del web: la gerarchia visiva (il layout a Z)

Nella progettazione di un sito web abbiamo appena visto l’importanza di una gerarchia visiva che sappia comunicare con efficacia e praticità le caratteristiche del brand e che riesca, potenzialmente, a svilupparne gli ambiti di interesse, generando contatti e relazioni, incrementando il fatturato, e creando possibilità altrimenti inespresse.
Uno dei layout più importanti dal punto di vista della gerarchia visiva è quello a Z. È una struttura molto semplice: basta sovrascrivere allo schermo una lettera Z. Pur non essendo fattibile per tutti i tipi di sito, esso risponde perfettamente ai quattro principi di un web design efficace: Branding, Gerarchia, Struttura e Call to Action.

  • In primo piano, in alto a sinistra, abbiamo le priorità comunicative, siano esse loghi o semplici immagini.
  • Nell’angolo in alto a destra si devono posizionare link o strumenti aggiuntivi come lo spazio riservato al log-in o alle ricerche.
  • Lungo la diagonale bisognerebbe inserire immagini o elementi visivi perché l’occhio sfugge in questa zona.
  • L’angolo in basso a sinistra è perfetto per le informazioni aggiuntive.
  • L’angolo in basso a destra (il suo opposto) può essere dedicato alle “call to action” – gli elementi ben riconoscibili che sollecitano l’utente a compiere un’azione.

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Tipico di volantini, brochure, manifesti, il layout a Z è impiegato per accompagnare l’occhio degli utenti. Ecco qualche esempio (leggermente famoso) del layout a Z.

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Gli elementi strategici del web: la gerarchia visiva (diagramma 1)

In un mondo sempre più connesso, i siti web sono i mezzi principali per trasmettere la propria immagine in rete sia per le aziende che per le persone. Quando si naviga accade molto spesso che uno dei pericoli più fastidiosi sia quello di avere a che fare con siti o pagine web che non corrispondono alle nostre aspettative estetiche, né tanto meno pratiche. Il fraintendimento, la confusione e la seccatura sono spesso dietro l’angolo, sotto un link che non funziona, una pagina che si carica troppo lentamente, o semplicemente forme geometriche, colori e caratteri che stonano gli uni con gli altri.
L’usabilità è quell’insieme di caratteristiche che permettono ad un sito web di possedere qualità come efficacia, efficienza e soddisfazione da parte degli utenti finali.

Il suo primo requisito è una buona gerarchia visiva.

L’occhio umano obbedisce a routine esperienziali che lo portano ad analizzare ciò che vede, definendo analogie e distinzioni, componendo e scomponendo forme in base alla loro dimensione o tonalità, comparando costantemente tutti gli elementi che incrociano il suo spettro visivo. In pratica crea relazioni a seconda di determinate consuetudini “visive” che lo portano a concentrare la propria attenzione su certi elementi piuttosto che altri.
Un moderno sito web si definisce efficace dal punto di vista visivo quando riesce a comunicare immediatamente, con semplicità e accortezza, tutte le informazioni principali che vuole trasmettere, garantendo allo stesso tempo un’esperienza di navigazione pratica ed efficiente.

 Ecco gli elementi fondamentali di una buona gerarchia visiva.

 v  Contrasto tra un elemento ed un altro, ovvero la prima differenza che aiuta a distinguere gli elementi e far concentrare l’utente sugli elementi a cui vogliamo dare risalto. Si può ottenere per dimensione (un elemento più grande attirerà un’attenzione maggiore rispetto ad uno piccolo) o per colore (colori troppo sgargianti possono destabilizzare e corrompere il tono generale del sito).

Ripetizione, l’associazione di una regola ad un gruppo di elementi che svolgono la stessa azione contribuisce a quegli elementi un significato comune e condiviso.

Allineamento, ovvero la gestione degli spazi. Tutti storciamo il naso quando ci troviamo difronte ad una pagina web dove manca una corretta delimitazione e gestione dei diversi elementi che la compongono. L’utente non si lamenterà mai di una pagina ben strutturata: l’allineamento di tutti gli elementi garantisce ordine al flusso comunicativo.

Vicinanza, ovvero ciò che crea le sotto-gerarchie che danno significato agli elementi visivi.

Il primo diagramma per posizionare alla meglio gli elementi della nostra pagina web è quello di Gutemberg. Questo divide il layout in quattro aree, e si scopre particolarmente adatto a pagine ricche di testo:

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E-Commerce: aumenta il tuo volume d’affari con il web 2.0

Nuovi dati confermano che le aziende italiane arrivano alla sufficienza riguardo l’utilizzo del Web 2.0.
Le statistiche provengono della “Digital Agenda for Europe”, un’iniziativa nata e sostenuta dalla Commissione Europea per indagare e sfruttare al meglio il potenziale della tecnologia dell’informazione (ICT).
Rispetto all’integrazione e all’utilizzo di software per la gestione del proprio business off-line, le aziende italiane sono sulla media europea, mentre il dato incontrovertibile è che sono ancora molto in ritardo per quanto riguarda “e-commerce”, il commercio on line. L’Italia fa meglio solo di Romania, Lettonia, Bulgaria, Cipro e Belgio e il suo fatturato derivante dal mercato in rete è pari all’11% per le grandi imprese e appena il 5% per quanto concerne le PMI.
C’è da dire che la popolazione potenziale che accede quotidianamente in internet, per acquistare beni e servizi, è stimata in oltre 250 milioni di persone, con una spesa media di oltre 1.200 euro ciascuno e un mercato di oltre 300 miliardi di euro, in crescita del 19% nel 2012.
Altre stime confermano che in Italia, il 51% dei consumatori compra più volentieri da un’attività commerciale che consente l’acquisto online e il ritiro\reso della merce in negozio.

Costruire un e-commerce è semplice: basta rispettare alcune linee guida.

  • Specializzati per individuare il tuo particolare target di clienti, diventando per lui un punto di riferimento e soprattutto promuovendo un prodotto che conosci a fondo.
  • Vendi con “Bassi margini” poiché i prezzi economici sono il secondo fattore di scelta per l’83% delle persone e perché in uno store on line si vendono più prodotti che in un negozio fisico.
  • Cura con attenzione tutta l’intera transazione dall’inizio alla fine; affidati a corrieri e metodi di pagamento fidati, sia perché il costo di spedizione è determinante per le vendite, sia perché il fattore tempo è decisivo per la soddisfazione del cliente.
  • Sviluppa meccanismi di soddisfazione inconscia come sconti e gadget.
  • Inserisci tutti i prodotti che vendi, anche quelli che hanno un basso volume di vendita, sia poiché in rete si va in cerca di quelli introvabili (clientela di nicchia), sia per differenziarti dalla concorrenza, creando così un circolo vizioso positivo di ricerca, scoperta, soddisfazione, e feedback positivi della tua attività.
  • Inserisci e promuovi le “novità”, poiché clienti e motori di ricerca apprezzano contenuti freschi e nuovi per palati sempre più esigenti.
  • Cura delle descrizioni dei prodotti poiché qualche specifica in più può consolidare e confermare la propensione all’acquisto e perché gli utenti cercano sul web informazioni che non riescono a trovare altrove.
  • Usa le giuste keyword (parole chiave) poiché linguaggi troppo complessi e tecnici limitano la portata dei tuoi prodotti e in qualche caso la propensione all’acquisto.
  • Pubblica i commenti positivi della tua clientela. Il cliente è portato per sua natura a fidarsi più di un suo “collega” piuttosto di un venditore. Stanno dalla stessa parte della barricata.
  • Trasmetti sicurezza con semplicità, chiarezza e pro attività, rispondendo presto e bene ai clienti più esigenti.
  • Cura la grafica e l’usabilità del tuo e-commerce poiché più un sito è astruso e difficile da usare, meno sarà frequentato.
  • Utilizza i social per implementare la visibilità del tuo store.

In seguito un’infografica.

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B to B: il marketing interaziendale

BtoB” (Business to Business) è la locuzione anglosassone che indica le transazioni commerciali che intercorrono tra le aziende.
In pratica tutte quelle attività che un’impresa detiene con i propri fornitori  o i propri clienti professionali, cioè altre imprese. collocate in punti diversi della filiera produttiva per le attività di approvvigionamento, pianificazione, monitoraggio, produzione e sussidio nelle attività di sviluppo del prodotto o servizio.

Come si può pianificare una buona attività di marketing BtoB?
La progettazione e la costruzione di un sito web per aziende del genere, molto diffuse in tutto il nord Italia, è molto importante per garantire e assicurare al brand un’ottima visibilità in rete che possa affiancarsi al settore commerciale sul campo.
Ecco allora qualche dritta per farsi un’idea di come ideare e pensare il proprio nuovo sito web.
Ricordando sempre che dietro i brand ci sono le persone.

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